PROGETTI

In Occidente si conosce abbastanza poco della situazione sociale e politica dei vari Paesi africani e dell’Etiopia in particolare. Visto l’impegno di Shohsoloza in Etiopia credo sia interessante per chi visita il sito web dell’associazione sapere qualcosa in più almeno di quel paese.

L’Etiopia è stata governata dalla fine della Seconda Guerra Mondiale fino al 1975 dall’imperatore Haile Selassie. Dal 1975 al 1991 il potere è stato nelle mani del regime dittatoriale e filocomunista di Mengistu Hailemariam. Dal 1991 al 2012 il potere è passato nelle mani di Melles Zenawi, che dal Tigray insieme agli Eritrei aveva guidato la rivoluzione contro il regime di Menghistu. Alla morte di Melles e fino a un mese fa, il presidente è diventato Hailemariam Desalegn, di etnia Oromo, che guidava la stessa coalizione che sosteneva Melles. L’Etiopia dal punto di vista sociale e soprattutto economico, da sempre, come molti paesi dell’Africa sub-sahariana, è stato un paese sottosviluppato. Una quindicina di anni fa è iniziata una crescita economica importante portandolo tra i paesi in via di sviluppo con il PIL in crescita del 10% annuo e senza avere risorse naturali a disposizione. Purtroppo questa crescita, come quasi sempre avviene, non è ben distribuita con una parte della popolazione che si è arricchita andando ad infoltire la classe media ma con la moltitudine che rimane in condizioni di povertà assoluta aggravata da un’inflazione importante. 

o scorso 15 febbraio il presidente Hailemariam si è dimesso, fatto storico, per l’incapacità di dare risposte alle violente proteste di piazza che hanno avuto luogo prima nel Wollo (ndr la regione di Kobo) e poi in Oromia. Il Governo ha dichiarato subito dopo lo Stato di Emergenza per mantenere il controllo della situazione.

Dove operiamo

Le ragioni profonde delle proteste sono il malessere generato dalle poche speranze di miglioramento, dalla disoccupazione, dall’incremento dei prezzi dei beni primari, dalla svalutazione della moneta locale. Obiettivo concreto e tangibile di questi problemi sono diventati il Tigray e i tigrini visti come emblema del potere visto che la maggior parte dei politici in carica in questi anni arriva da quella regione. 

Effettivamente la guerra di liberazione da Menghistu venne combattuta quasi esclusivamente da Tigrini ed Eritrei, che pagarono un enorme tributo in termini di sangue versato, e una volta ottenuta la vittoria hanno opzionato i posti di controllo economico favorendo lo sviluppo del Tigray che era già la parte culturalmente più avanzata della nazione. Per i sessanta e più milioni di Oromo e Ahmara è difficile sopportare che i 6 milioni di tigrini abbiano di più e decidano quasi tutto in virtù di una guerra ormai lontana specie per la generazione di giovani nati dopo la liberazione.

Le aperture prospettate negli ultimi anni evidentemente non sono state sufficienti e le proteste sono sfociate in aggressioni ai tigrini e alle loro attività con uccisioni e distruzioni di automezzi e negozi in molte parti dell’Etiopia.

In questo momento, probabilmente anche perché è in atto lo stato di emergenza, la situazione si è calmata ma credo ci vorrà molto tempo, educazione e saggezza per ritornare alla normalità.

di Beppe Fontanarosa

Etiopia:

situazione socio economica ad inizio 2018

WORK IN PROGRESS

A breve pubblicheremo le spiegazioni dei nostri progetti!

 

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